assoluto richiamo

Inserita a Marzo 4, 2017

Assoluto richiamo di bellezza è la natura… il suo mistero può essere scoperto e svelato prestando estrema attenzione al nostro microcosmo, a quanto custodiamo in noi addirittura inconsapevolmente, un’attenzione così decisiva per restituirci l’identità altrimenti perduta in un macrocosmo impossibile da sondare e capire del tutto. E l’arte può favorire nuove epifanie di bellezza…

Assoluto richiamo di bellezza è il Tutto che vince, ma una totalità che è molto più della somma delle parti. E’ un soffio leggerissimo, eppure potentissimo, che permea ogni alito di vita per animarla.

 

“L’arte con la sua ascesa estatica fa uscire l’artista fuori dall’egoismo, come lo fa l’amore; l’artista muore a se stesso e risorge con la sua vera identità…”

Marko Ivan Rupnik, (Salloga d’Idria, 1954), artista mosaicista, teologo e presbitero sloveno.

 

“La bellezza è per entusiasmare al lavoro, il lavoro è per risorgere”.

Cyprian Kamil Norwid (Laskowo-Głuchy, 1821 – Parigi, 1883), poeta, drammaturgo, pittore e scultore polacco.

 

“Ci saranno sempre gli ostinati, gli eroi, i santi e gli artisti, in grado di raggiungere, nella loro vita e nelle loro opere, pezzetti di Assoluto, che ci aiuteranno a sopportare le ripugnanti relatività”

Ernesto Sabato (Rojas, 1911 – Santos Lugares, 2011), scrittore argentino.

Michelangelo

Inserita a Marzo 4, 2017

Michelangelo, grazie per  la tua schiettezza L’arte non appartiene a paese alcuno, essa viene dal cielo”.

 “Tra le molte menzogne che si diffondono in questo mondo non ultima è quella che riguarda i più celebri pittori. Così essi – che sono in realtà uomini come tutti gli altri – vengono accusati d’essere stravaganti, insopportabili e scortesi nei loro rapporti col prossimo.

Così gli sciocchi, mal tollerando il loro temperamento, li giudicano strani, capricciosi e lunatici.

Vero è tuttavia che tali qualità in un pittore non si possono riscontrare se non dove vi sono pittori, cioè in rari luoghi, com’è appunto il caso dell’Italia ove l’arte giunge a perfezione.

Gli inetti fannulloni non hanno però ragione di pretendere tanti complimenti da un lavoratore coscienzioso poiché pochi sono gli uomini che compiono bene il loro dovere e nessuno, in particolare tra gli oziosi accusatori, che sappia compiere il suo.

Poiché non per superbia i più valenti pittori sono di natura scontrosi ma perché trovano pochi spiriti che intendano la pittura e rifuggono dalle inutili ciance degli inetti, per non avvilire o distrarre l’intelletto dalle alte e continue fantasie in cui sono sempre rapiti.

Personalmente affermo che persino Sua Santità mi dà talvolta noia e fastidio quando mi parla e mi importuna chiedendomi spesso perché non vado a trovarlo. Penso di servirlo meglio non obbedendo ai suoi inviti e restando a casa mia a lavorare, come meglio posso, per lui e così facendo son certo di servirlo come conviene a Michelangelo piuttosto che stare in piedi tutto il giorno dinnanzi a lui come gli altri fanno.

E, ripeto, uso maggiori riguardi per l’opera commessami che non per la Sua persona, verso la quale stimo i riguardi essere meno necessari”.

Michelangelo Buonarroti (Caprese, 1475 – Roma, 1564), scultore, pittore, architetto e poeta italiano. Protagonista del Rinascimento italiano.

grazie Grazia chiara

Inserita a Marzo 4, 2017

grazie Grazia chiara per averci offerto l’intera tua umanità, la tua esistenza come Silvia Lubich (questo il tuo nome di battesimo e all’anagrafe) a servizio completo di tutti, di ogni essere vivente, per darci il Tutto che ti abita nel presente eterno in cui Sei. Così possiamo parteciparlo e diffonderlo ovunque siamo. Grazie grazia chiara.

“Forse l’arte è un’altra cosa, e me lo dici tu, Madonna bella di Michelangelo: l’arte è saper trasfondere in un dipinto, in una scultura, in un’architettura, in una musica…qualcosa di quel che nell’anima non muore. Un’opera d’arte è resa così eterna da questo “qualcosa”, per cui pur passando gli anni, le mode, i metodi, pur progredendo la tecnica, pur moltiplicandosi le scoperte, quell’opera resta, perché ha un’impronta immortale, divina.

Oggi, mentre ti guardavo, Madonna bella, pensavo: quanto è sublime e divino l’effetto di un’opera d’arte. Testimonia l’immortalità dell’anima, perché se l’oggetto plasmato non muore, ma è arte proprio perché è immortale (nel senso che non passa finché si mantiene), colui che ti ha fatto non può morire. E mi parve che l’arte assurgesse a un’altezza mai pensata e il bello fosse, come il vero e come il buono, materia prima del regno celeste che ci attende, e che gli artisti veri avessero, senza saperlo, una missione apostolica. Con i loro capolavori d’arte ci donano angeli invisibili e silenziosi che ci indicano il cielo… E ho capito che solo il Bello è bello e l’Arte è arte, nel senso che o il bello è un bello universale ed eterno, o non è.

Ma se un’opera d’arte dimostra l’immortalità dell’anima, non vuol dire che l’arte sia religione, nel senso che l’artista sia necessariamente religioso. Certo la persona veramente religiosa – per il solo fatto che ha contatto con Dio, creatore dell’anima fatta ad immagine sua – trova più facilmente spalancata la via all’arte (e ciò è dimostrato dal numero immenso di capolavori d’arte a carattere religioso). Basta comunque che l’artista trasfonda nell’opera l’anima sua, e l’anima dell’artista anche se incredulo o ateo, è sempre immortale. L’anima è immortale perché è una. Perché è una non può disfarsi, scomporsi. Ed è qui credo, la prima causa dell’opera d’arte.

Se contenuto della filosofia è il vero, dell’arte è il bello. E il bello è armonia: e armonia vuol dire “altissima unità”. Ora chi saprà comporre in armonia i colori e le parti di una pittura, se non l’anima dell’artista che è una ad immagine dell’unità di Dio che l’ha creata?

E’ l’anima umana, riflesso del cielo, che l’artista trasfonde nell’opera, e in questa “creazione”, frutto del suo genio, l’artista trova una seconda immortalità: la prima in sé, come ogni altro uomo nato quaggiù, la seconda nelle sue opere, attraverso le quali si dona nel corso dei tempi all’umanità.

L’artista è forse il più vicino al santo. Perché se il santo è tale portento che sa donare Dio al mondo, l’artista dona, in certo modo, la creatura più bella della terra: l’anima umana.

Questo ho meditato di fronte a te, Madonna bella di Michelangelo.”

Silvia Lubich detta Chiara Lubich (Trento, 1920 – Rocca di Papa, 2008) fondatrice carismatica e prima presidente del Movimento dei Focolari

Risposta sociale

Inserita a Marzo 4, 2017

La risposta sociale dell’arte non rimane “sospesa” nel vento (come cantava Bob Dylan nel famosa Blowin’ in the Wind) quando viene coltivato il talento. Certo va esercitato con durissima autodisciplina, lavoro e dedizione. Spesso il prezzo da pagare è altissimo, come testimonia l’intera esistenza di Van Gogh, ma la sua risposta sociale, così, è sublime nei secoli dei secoli, una risposta sociale molto più efficace, con la sua ricerca di bellezza assoluta, di qualsiasi predicazione etico / morale a cui aspirava inizialmente lo stesso Vincent.

E’ una conferma che basta coltivare fino in fondo il talento ricevuto per adempiere alla nostra missione sociale. Ma… nella massima onestà d’azione creativa!

“La bellezza senza la verità e il bene è solo un idolo”.

Vladimir Sergeevič Solov’ëv (Mosca, 1853 – Uzkoe, 1900), filosofo, teologo, poeta e critico letterario russo.

 

“Nell’arte l’anima di un’epoca non si mette mai la maschera”.“… il massimo individualismo e il massimo collettivismo dissolvono l’autentica personalità e la vera socialità, facendole divenire massa uniforme o anarchia” .

Hans Sedlmayr (Szarvkő, 1896 – Salisburgo, 1984), storico dell’arte austriaco nato in territorio ungherese. L’arte moderna, così diabolica un’interessante riflessione di Hans Sedlmayr

 

“L’arte ridiventerà cosa viva, cosa del popolo, se scende dalle sue soffitte scambiate per soggiorni di dei e partecipa alla vita del popolo: se diventa servizio, come la scienza, come l’economia, come la politica”.

Igino Giordani (Tivoli, 1894 – Rocca di Papa, 1980), scrittore, giornalista e politico italiano, direttore della Biblioteca Apostolica Vaticana e cofondatore del Movimento dei Focolari di Chiara Lubich.

 

“… d’amore è la sorgente di ogni esperienza estetica”.

 Erwin Panofsky (Hannover, 1892 – Princeton, 1968), storico dell’arte tedesco naturalizzato statunitense.

 

“Chi ha scelto il destino d’essere artista perché si sente diverso, ben presto impara che non fruirà della propria arte e della diversità stessa se non cerca la similitudine con gli altri. L’artista si forgia in questo perpetuo andirivieni tra sé stesso e gli altri, a mezza strada tra la bellezza (dalla quale non può astrarsi) e la società (dalla quale non può strapparsi)”.

Albert Camus (Mondovi, 1913 – Villeblevin, 1960), scrittore, filosofo, saggista, drammaturgo e attivista francese.

 

“La vita umana comincia con l’esperienza cosciente della bellezza. In paleontologia si ha la convinzione che i reperti siano da attribuire ad uomini come noi, se mostrano una ricerca estetica. Trenta mila anni fa le pitture rupestri esaltano già questo senso dei nostri antenati. Nonostante la mancanza di testimonianze dirette, siamo certi che la danza, la musica e tutte le manifestazioni della festa risalgono anch’esse alle origini dell’umanità, senza dimenticare gli indumenti, i gioielli, i profumi, i trucchi e quant’altro riguardasse le “armi” della seduzione, comuni agli esseri viventi, vegetali o animali che fossero.”

La bellezza in tante sue manifestazioni concrete è stata accaparrata dai ricchi, ricchi di soldi o di cultura. Allora logicamente quando interviene una crisi economica, la prima cosa che si fa, per una visione errata del sociale, è di risparmiare sull’educazione e su quanto ha che fare con l’arte e la cultura.

E’ un tremendo controsenso perché l’Umanità comincia con la coscienza della bellezza. È vero che la cultura e l’arte sono un omega dell’Umanità nel senso che la bellezza non ha mai detto la sua ultima parola, e che ci sarà sempre una novità da scoprire, una maturazione da fare; ma è più vero che la bellezza è l’alfa dell’Umanità, e che un tempo di crisi è il momento più giusto per investire in cultura e nell’arte”.

Michel Pochet, (Auribeau-sur-Siagne, 1940) pittore e scrittore contemporaneo

 

“La creazione continua incessantemente attraverso la mediazione degli uomini, l’uomo non crea: scopre e parte da questa scoperta.

Chi cerca le leggi della natura per conformare ad esse opere nuove collabora con il Creatore. Chi copia non collabora. Per questo motivo, l’originalità consiste nel tornare alle origini”.

Antoni Gaudí y Cornet (Reus, 1852 – Barcellona, 1926), architetto spagnolo.

 

“Segni, segni nello spazio,

sogni, sogni nel tempo

custodite in noi l’incanto e…

che sia ormai riflesso

nel nostro sguardo.”

Ettore Goffi, Timisoara 29 maggio 2005