PERSONA come me, persona come Lei in un gioco d’alleanza reciproca. Una gentil donna insieme a un gentiluomo nel tentativo di illuminare la bellezza dell’essere umano. QUESTA COLLEZIONE vorrebbe esaltare la fecondità sorprendente della persona. Merita un omaggio, anche in tal senso, il principio dell’essenza femminile, ispiratore di tutta la creazione in ogni tempo. Mi aiuta lo sguardo intuitivo della lirica di Lorenza Vignola scaturita guardando un’opera che dipinsi nel 1997 “Donna forte”, e la prosa di Vittorio Sedini. Ammesso e non concesso che, come recita l’adagio popolare, “dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna”, e che, a scanso di equivoci, dietro una grande donna c’è sempre un grande uomo – con la loro natura insostituibile – è molto bella ed acuta l’evocazione poetica e narrativa del principio femminile in cui ogni persona onesta si può riconoscere con immensa gratitudine e… riconoscenza.

“Una donna forte / non teme quasi nulla / ma poi dietro le porte / le lacrime fan culla. / Avanzan come spettri / danzano le ombre oscure / formano ampi specchi / suonano note dure. / Lei sa di essere forte / e cerca di sghermirle / ma poi dietro le porte / non riesce ad assalirle. / Sol la Misericordia / dettata dall’Amore / un poco le ricorda / Chi è il vero dottore! / Allora sì che il canto / vola come un uccello / si libera d’incanto / ripete il ritornello: / chi crede d’esser forte / di soli sforzi umani / chiude tutte le porte / alla magia delle Sue mani!”

Che dire, inoltre, della semplice prosa di Vittorio Sedini – custode dell’incanto per tutti, non solo per i bambini – relativa alle prime percezioni scoperte nell’incontro con le grazie femminili che lo sorprendono? Ognuno, forse, può riconoscere in esse una pienezza di relazione sensoriale che, per i correnti tempi esperienziali, ha, purtroppo, il sapore e il valore di una mitologia.

“Il cortiletto era piccolo e quadrato e aveva quattro alberi ai quattro angoli, ma non sapevo come giocarci. Me ne stavo per lo più seduto su una minuscola panchina, fatta a misura di bambino, perdutamente innamorato di Milena, dei suoi occhi azzurrissimi, dei suoi riccioloni biondissimi e della sua voce… bassa, bassissima. Insomma, un vocione bellissimo! Sarei stato lì per sempre a guardarla negli occhi azzurrissimi e ad ascoltare il suo vocione dolcissimo, e non so cosa avrei dato per avere il coraggio di sfiorare con un dito i suoi riccioloni biondissimi. Non lo sapeva nessuno che ero innamorato e non lo sapevo neppure io. Figurarsi se lo sapeva lei! Non poteva neanche immaginarselo; e tutta questa faccenda era un mistero ed è un mistero anche adesso che sono grande”.