PERSONA: come Lui, gentiluomo, come Lei, gentil donna, che provano ad illuminare la bellezza scoperta in loro e – ovunque guardino – intorno a loro, in ogni essere umano. QUESTA COLLEZIONE vuole esaltare la fecondità sorprendente e infinita della persona irriducibile ricordando, con la saggezza popolare, che “dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna”; e che… dietro una grande donna c’è sempre un grande uomo con la loro sorprendente natura. Insomma… diventare un corpo e un’anima nella loro alleanza magica e insostituibile .

La lirica ispirata di Lorenza Vignola dischiude così “un’emozione agapica” al femminile provata di fronte ad un’opera che dipinsi nel 1997, “Donna forte”.

“Una donna forte / non teme quasi nulla / ma poi dietro le porte / le lacrime fan culla. / Avanzan come spettri / danzano le ombre oscure / formano ampi specchi / suonano note dure. / Lei sa di essere forte / e cerca di sghermirle / ma poi dietro le porte / non riesce ad assalirle. / Sol la Misericordia / dettata dall’Amore / un poco le ricorda / Chi è il vero dottore! / Allora sì che il canto / vola come un uccello / si libera d’incanto / ripete il ritornello: / chi crede d’esser forte / di soli sforzi umani / chiude tutte le porte / alla magia delle Sue mani!”

La semplice prosa auto biografica di Vittorio Sedini, inoltre, (“Che ne faremo di questo ragazzo?”, Editrice Monti, Varese, 2012, pag. 14) – custode dell’incanto per tutti, non solo per i bambini! – rende molto bene le percezioni avvertite dall’animo umano innamorato quando, fin da piccolo, scopre le sorprendenti grazie femminili. Ognuno, forse, può riconoscere in esse una pienezza di relazione sensoriale che, per i correnti tempi esperienziali, ha, purtroppo, il sapore e il valore di una mitologia.

“Il cortiletto era piccolo e quadrato e aveva quattro alberi ai quattro angoli, ma non sapevo come giocarci. Me ne stavo per lo più seduto su una minuscola panchina, fatta a misura di bambino, perdutamente innamorato di Milena, dei suoi occhi azzurrissimi, dei suoi riccioloni biondissimi e della sua voce… bassa, bassissima. Insomma, un vocione bellissimo! Sarei stato lì per sempre a guardarla negli occhi azzurrissimi e ad ascoltare il suo vocione dolcissimo, e non so cosa avrei dato per avere il coraggio di sfiorare con un dito i suoi riccioloni biondissimi. Non lo sapeva nessuno che ero innamorato e non lo sapevo neppure io. Figurarsi se lo sapeva lei! Non poteva neanche immaginarselo; e tutta questa faccenda era un mistero ed è un mistero anche adesso che sono grande”.