spazio off Brescia

Inserita a Novembre 18, 2019

spazio off Brescia per rimanere accesi con il cervello naturale, il più bel giocattolo dell’umanità viva…

Un giocattolo, cioè, che non sviluppa la sua infinita potenzialità scrivendo solo con la tastiera e leggendo solo attraverso lo schermo che… ci scherma. Letteratura, pensiero, forme e colori sulla carta, sulla tela tornate tra noi, per favore… dove siete? Non privateci del vostro “gioco creativo”, non lasciate che la società liquida, per dirla con Bauman – forse “gassosa”? direbbe oggi – ci risucchi nei suoi mulinelli e miasmi micidiali …

Ottobre 2019 / gennaio 2020: ecco i “dipinti giocosi” esposti per stimolare le sinapsi del cervello naturale.

La scrittura a mano è sostituita spesso dall’elaboratore elettronico, usato da bimbi sempre più piccoli ma decisamente agili su tasti piatti e lisci, a scuola, a casa, per strada…  L’iper connessione virtuale, tuttavia, sembra inversamente proporzionale alla capacità d’istaurare relazioni interpersonali fondate sul dialogo pacato, costruttivo e arricchente con il diverso da sé, inversamente proporzionale alla serenità di chi ne è dipendente. Dipendenza tecnologica che, purtroppo, si aggiunge a tante altre per l’aumento di dopamina in corpo… La “comfort zone” non paga, alla lunga, come il crimine stesso. “Crime doesn’t pay”. Figuriamoci il “cyber crime”, che aumenta l’abituale inganno all’ennesima potenza, per dirla con Federico Faggin, l’inventore del microchip e del touch screen! Se per la saggezza popolare, “Il bisogno aguzza l’ingegno”, allora,  forse un pò di fatica in più, di bisogno in più – rispetto alla bambagia asettica – farà ancora bene?

Il cervello naturale dell’essere umano, inoltre, sembra sviluppi tutte le sue potenzialità solo evitando l’esposizione eccessiva agli schermi, decisamente invadenti, stile “Grande fratello” di orwelliana memoria, schermi capaci di deformazioni e manipolazioni precoci. Si sviluppa meglio quando non viene intrappolato nella cosiddetta “info-sfera”, come evidenziato già nel 2014 da Manfred Spitzer .

L’essere umano contemporaneo in formazione sviluppa ancora quell’intelligenza divergente creativa di cui la natura lo ha dotato? Meglio non sottovalutare l’interrogativo  se i produttori stessi di C.A. (Cervelli Artificiali) limitano a poche ore il tempo di esposizione dei propri figli alle risorse tecnologiche… Sembra che il loro abuso sia una minaccia pericolosa per il genere umano e la sua creatività unica e irripetibile.

Ai nostri giorni la scrittura a mano potrebbe essere una materia preziosa nella scuola dell’obbligo, di ogni ordine e grado – a partire dall’infanzia! – per contrastare l’impoverimento linguistico causato dall’abuso sconsiderato del virtuale. Certe produzioni e comprensioni comunicative delle nuove generazioni, scritte ed orali, scolastiche ed extra scolastiche, sono talmente limitate che molte persone, ormai, parlano di “analfabetismo comunicativo-linguistico” di ritorno… Una comunicazione poco originale, piuttosto banale, i cui termini sono sempre più appiattiti e, in ogni caso, brutalmente contratti.  E pensare che… secondo Octavio Paz, premio nobel per la letteratura, la decadenza di un popolo inizia dalla propria lingua. Come non ringraziare Luis Sepúlveda, inoltre, il quale avvertiva che la patria non era il luogo in cui uno nasceva bensì la propria lingua?

Alcuni esperti di diagnosi e recupero di bambini e adolescenti con difficoltà di letto-scrittura denunciano una situazione evidente: nelle scuole medie e superiori contemporanee sempre meno ragazzi sanno scrivere in corsivo, divenuto desueto in favore di un “raddrizzamento” delle lettere, più vicine, nella loro composizione visiva, a quanto si è abituati a vedere nella pubblicità e nella grafica. Una competenza sempre più compromessa, quella della letto-scrittura, non solo per oggettive difficoltà congenite ma, forse, per una pratica quasi del tutto assente.

Eppure nelle scuole dei Paesi nord europei si torna alla carta e alla penna evitando, opportunamente, l’abuso degli schermi. Insomma, impariamo a gestire al meglio il nostro cervello naturale, il delicato equilibrio fra schermi invadenti e discreti supporti concreti, solidi, tangibili:  pagine di carta, sculture in pietra, in bronzo, pigmenti cromatici e materici sulle tele… affinché i cervelli artificiali non prevalgano sulla nostra creatività innata sfuggendo al nostro controllo. Possano rimanere una risorsa, non una minaccia.

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