Igino giordani

Inserita a Maggio 8, 2019

Igino Giordani (24.9.1894 – 18.4.1980) si racconta così, all’inizio di un’avventura che visse con intensità di pensiero e ardore d’ideali (sarà chiamato “Foco”).

“Entrato nel nuovo secolo e nelle elementari, precisamente nel 1901, mio padre mi assunse al lavoro, come garzone muratore, nei giorni liberi e nelle vacanze estive… Il mestiere mi piaceva, e ardevo di diventare autonomo. Ci vedevo un lato etico e uno eroico…”

Grazie all’intervento di un benefattore aveva potuto studiare. Laureato in lettere esercitò diverse attività professionali: fuori dall’insegnamento per le restrizioni politiche, andò in USA per studi da bibliotecario, e come tale si impiegò alla Vaticana. Per sostenere la famiglia – ebbe quattro figli -, ma anche in forza di una incomprimibile vocazione alla penna, fu scrittore e giornalista fecondissimo: migliaia di articoli, qualche centinaio di opuscoli e saggi, oltre cento volumi. Scrisse di patristica, apologetica, ascetica, agiografia, ecclesiologia, politica ed anche narrativa. Le opere che seguono sono ispirate proprio alla sua bella e agile penna narrativa.

 

“Storia di Light è davanti a me per contemplarla
ma… è anche dietro di me : mi ha dato alla luce e
mi lievita nel quotidiano per trasformarmi in pane
buono!”

“E’ delicatissima la Sua effusione sulla purezza della
candida neve, è un ricamo fra i Suoi cristalli, una
calda coperta di lana a proteggerne i semi che, dalla
casetta di piazza Cappuccini, affascina per la sua
dolce e forte Bellezza. E noi, innamorati persi, non
possiamo che seguirne le orme…”

Ettore Goffi

 

Igino Giordani ebbe un suo personalissimo timbro nel battersi per grandi traguardi umani: libertà, giustizia sociale, pace. Testimoniò con la vita e proclamò con la penna realtà ecclesiali con cui precorreva alcuni contenuti del Concilio Vaticano II. Come politico visse una prima esperienza negli anni ’20 con don Sturzo, del quale si guadagnò la stima, ricevendo incarichi nel settore della stampa; riprese poi con De Gasperi e dal 1946 al 1953 fu prima tra i costituenti e poi “deputato di pace” (così amò definirsi). Nel settembre del 1948 incontrava Chiara Lubich. Colpito dalla forte spiritualità del Movimento dei Focolari, vi aderì subito, collaborando a metterne in luce alcuni aspetti sia interiori che di socialità, tanto da essere considerato un confondatore.

Ecco come Biancarosa Chiarandini…

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…interpreta magistralmente la descrizione della personalità di Duccia Calderari uscita dalla penna di Igino Giordani:

https://ducciacalderari.wordpress.com/2016/12/30/la-meteora/

 

http://www.iginogiordani.info/

http://www.diocesidicremona.it/…/don-primo-e-igino-giordani-testimoni-di-pace-che-chiam…

 

 

 

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