Igino giordani
Igino Giordani (24.9.1894 – 18.4.1980) si racconta così, all’inizio di un’avventura che visse con intensità di pensiero e ardore d’ideali (sarà chiamato “Foco”).
“Entrato nel nuovo secolo e nelle elementari, precisamente nel 1901, mio padre mi assunse al lavoro, come garzone muratore, nei giorni liberi e nelle vacanze estive… Il mestiere mi piaceva, e ardevo di diventare autonomo. Ci vedevo un lato etico e uno eroico…”
Grazie all’intervento di un benefattore, Iginio Giordani aveva potuto studiare. Laureato in lettere esercitò diverse attività professionali: escluso dall’insegnamento per le restrizioni politiche dell’epoca fascista, emigrò negli Stati Uniti per lo studio di archivistica biblioteconomia e scienze e della documentazione. Come bibliotecario si impiegò alla Vaticana. Per sostenere la famiglia – ebbe quattro figli -, ma anche in forza di una incomprimibile vocazione alla penna, fu scrittore e giornalista fecondissimo: al suo attivo migliaia di articoli, qualche centinaio di opuscoli e saggi, oltre cento volumi. Scrisse di patristica, apologetica, ascetica, agiografia, ecclesiologia, politica ed anche narrativa. Le opere che seguono sono ispirate proprio alla sua bella e agile penna narrativa.
- Luce nella città murata, acrilico su tela, cm 100×80
- Storia… mista su tela cm 47×37
- di Light mista su tela cm 47×37
- La panchina innevata, mista su tela, cm 70×50
Storia di Light è un racconto di Igino Giordani pubblicato, a puntate, solo sulla Rivista Culturale Nuova Umanità. Narra l’esperienza di Chiara Lubich con i suoi primi seguaci affascinati dalla scoperta di un ideale magnetico che, durante la seconda guerra mondiale, nessuna bomba poteva far crollare: il Vangelo vissuto, una tensione esistenziale che promuoveva una socialità nuova, gioiosa e pacifica, fondata sulla comunione di concrete esperienze ispirate a frasi evangeliche diverse ogni mese: la Parola di Vita.
Questa scrittura di Igino Giordani, si è rivelata fonte d’ispirazione per questi dipinti di Ettore Goffi.
Igino Giordani ebbe un suo personalissimo timbro nel battersi per grandi traguardi umani: libertà, giustizia sociale, pace. Testimoniò con la vita e proclamò con la penna la sua coerenza cristiana. Come politico visse una prima esperienza negli anni ’20 con don Sturzo, del quale si guadagnò la stima, ricevendo incarichi nel settore della stampa; riprese il suo impegno civico poi con De Gasperi e dal 1946 al 1953 fu tra i costituenti e, in seguito, “deputato di pace” (così amò definirsi). Nel settembre del 1948 incontrava Chiara Lubich. Colpito dalla forte spiritualità del Movimento dei Focolari, vi aderì subito, collaborando a metterne in luce alcuni aspetti sia interiori che di socialità, tanto da essere considerato un confondatore.
http://www.iginogiordani.info/





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